Alla scoperta del Corallo

Alla scoperta del Corallo

Non una pianta, bensì una colonia animale

Ritenuto per secoli dai naturalisti una pianta marina, fu solo agli inizi del ‘700 che il medico francese Peyssonel scoprì la vera natura del corallo: un piccolo polipo biancastro il cui corpo tubolare, di 2 mm di diametro, è collegato ad altri polipi. Ciò che vediamo è dunque una colonia di animali, tecnicamente: un’impalcatura endoscheletrica ramificata.

La superficie esterna del corallo è generalmente compatta, piuttosto regolare e, nella maggior parte dei casi, opaca. Il colore che assumono gli animali della colonia varia a seconda del luogo di provenienza.

I coralli del Mar Mediterraneo presentano diverse tonalità: dal salmone al rosso scuro, mentre quelli delle coste cinesi, vietnamite, giapponesi, filippine e degli arcipelaghi dell'oceano Pacifico, assumono tinte che passano dal bianco al rosa intenso. Le varietà più rare sono quella azzurra della zona indo-pacifica e quella nera del Mar Mediterraneo.

Tecniche di lavorazione ed imitazioni

Le tecniche di lavorazione più comuni sono sostanzialmente due. La prima, impiegata più spesso per la realizzazione di monili, prende il nome di “liscio”. La seconda, usata per le lavorazioni di opere più complesse viene detta “inciso”.

Il segreto per distinguere il corallo animale dalle imitazioni risiede nella struttura endoscheletrica. Infatti, a contatto con gli acidi, la componente calcarea della struttura organica reagisce producendo un’effervescenza decisa e schiumosa. Tale caratteristica permette di distinguerlo dalle imitazioni in vetro che possono raggiungere somiglianze visive notevoli.

Tuttavia, qualora l’imitazione sia in “corallo sintetico”, la chimica non viene più in nostro aiuto. L’agglomerato di calcite prodotto dall’uomo reagisce agli acidi esattamente come il corallo organico. Ciò nonostante, non possiede le venature tipiche del corallo naturale.

Infine, altro imitatore del corallo è il “corallo bambù”. Si tratta di una pianta marina di colore bianco appartenente alla famiglia dei coralloidi. Di valore infinitamente inferiore, una volta tagliato, tornito e lucidato, il corallo bambù può essere scambiato per corallo bianco.

Miti antichi e curiosità

Nelle “Metamorfosi”, Ovidio descrive la pietrificazione del corallo a contatto con l’aria. Uccisa Medusa, Perseo copre la testa del mostro con alcuni “ramoscelli acquatici” che, assorbendo la forza della Gorgone, si induriscono diventando pietra.

Tuttavia, non era solo il cambiamento ad affascinare gli antichi ma anche la tipica forma ad albero, che veniva considerata come “asse del mondo” e “simbolo di vita”. Per questi motivi, il corallo veniva usato come protezione: un potente amuleto contro la malasorte.