Alla scoperta del turchese

Alla scoperta del turchese

Questa gemma, scoperta e ammirata fin dall’antichità, è in assoluto tra le prime pietre preziose ad essere state estratte e lavorate essa perciò compare in molti racconti mitologici e leggende assumendo via via significati diversi.

Il suo nome moderno, in realtà, è frutto di un errore: quando fu portata in Francia da un mercante veneziano, infatti, venne chiamata “pierre turquois” (pietra turca) nonostante la sua origine fosse persiana. Il turchese è noto e apprezzato in tutto il mondo fin dai tempi remoti, ogni cultura perciò gli ha dato un nome e significato diverso: ferozah (vittorioso) in Persia, kalláïnos (gemma bella) nell’antica Grecia, callaina in Europa fino al medioevo.

Turghese grezzo con quarzo

E’ un fosfato idrato di alluminio e di rame. Il colore varia dall’azzurro cielo al verde mela con differenti gradi di intensità. Fin dall’antichità viene preferita la colorazione azzurra mentre le tonalità verdi sono considerate meno preziose. Il colore azzurro omogeneo è molto raro, ancor di più lo sono i cristalli trasparenti; sono invece più comuni le pietre attraversate da venature brune, grigio scuro o nere. Le pietre molto intercluse sono dette turchese matrice o matrice di turchese.

Il turchese è un minerale di genesi secondaria e si forma in seguito alla circolazione di soluzioni mineralizzanti all’interno di rocce sedimentarie, soprattutto arenarie o rocce vulcaniche normalmente fratturate.

I giacimenti di migliore qualità si trovano in Iran (Nishapur), ma ci sono giacimenti in Arizona, Cina, Perù, Messico, Tibet, Siberia, Australia, Africa, Afghanistan, Argentina, Turchia, Brasile, Nevada e Nuovo Messico. I giacimenti presenti nel Sinai, invece, rivestono soltanto interesse storico essendo stati sfruttati già dal 4000 a.C.

Maschera Azteca

Come già detto la sua presenza in quasi tutti i continenti la rende ricca di significati mitologici e leggendari: nell’antico Egitto la dea Hator era chiamata la “Regina del Turchese”, mentre lo scarabeo del dio Ra era di turchese; in Tibet era considerata l’unica pietra sacra; in Cina si credeva che il turchese donasse grande forza a chi lo guardava; gli indiani d’America lo indossavano nella convinzione che salvasse dalla paura e dal morso dei serpenti; in Iran è tuttora la pietra nazionale.

Il turchese è una pietra molto delicata e può facilmente danneggiarsi a contatto con sudore, prodotti per la pulizia della casa, oli e cosmetici essa è inoltre sensibile alle radiazioni sia solari che di calore le quali possono alterarne il colore e persino la natura (a 250 °C diventa verde opaco fino a perdere l’acqua interna trasformandosi in una pasta vitrea scura). E’ bene quindi togliere i gioielli con turchese quando ci si lava, si svolgono lavori di casa o si fa intensa attività fisica specie se sotto i raggi solari

Anche a causa della sua delicatezza vengono talvolta effettuati dei trattamenti di impregnazione per proteggerlo.

Vi sono numerose imitazioni principalmente calcedonio tinto, howlite tinta o pasta di turchese, quest’ultima ottenuta da polvere di turchese pressata con materiali artificiali. Dal 1970 si posso trovare anche pietre di sintesi con o senza matrice.